| I Giovani, la politica e il diritto di voto |
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| Scritto da Alex Farinelli | |
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I Giovani, la politica e il diritto di voto Tutti i partiti vogliono rinnovarsi, il problema è che apparentemente mancano le giovani leve che possano ricevere il testimone da quelle persone che a questi partiti e a questo paese tanto hanno dato. L’idea è che i giovani non siano più attratti dalla politica, che non la ritengono cosa utile o interessante a cui dedicare parte del loro tempo. In realtà i giovani interessati alla politica, disposti a partecipare attivamente alla gestione della cosa pubblica ci sono, sono tanti e soprattutto sono competenti. Invece di concentrarsi sul problema di come coinvolgere e valorizzare maggiormente i giovani che già oggi dispongono dei completi diritti politici alcuni ritengono necessario estendere il diritto di voto a partire dai 16 anni. Non voglio assolutamente entrare in un’analisi a 360 gradi che verrà fatta al momento opportuno, infatti una modifica di questo tipo, andando a interessare la Costituzione, passerà al vaglio del popolo. Vorrei soffermarmi invece sul motivo per cui ritengo che una misura di questo tipo, che forse aumenterebbe la partecipazione dei giovani (in valori assoluti certamente, in valori relativi è ancora da dimostrare) non è, a mio giudizio, necessaria e forse non porterebbe nemmeno benefici in termini di qualità dell’elettorato. La politica oggi è sempre più complessa, i temi sono tecnici, molto articolati e spesso, anche le persone con maggiore esperienza e un livello di formazione elevato, si recano alle urne senza nemmeno aver compreso appieno il tema sul quale sono chiamati a esprimersi. Questo è il grosso limite che si presenta quando si vive in un sistema in cui il popolo si può esprimere su qualunque tema. Il motivo per cui l’età di voto è stata fissata a 18 anni mi sembra evidente, da un lato raggiunta la maggiore età si gode di tutti i diritti e si deve sottostare a tutti i doveri di un adulto, dall’altro si è scelta la propria strada, che si tratti di un percorso professionale o di un percorso scolastico, si incomincia quindi a prendere in mano le redini della propria vita, il diritto di voto è parte importante di questo passaggio. Non è quindi necessario allargare ulteriormente la fascia di questi giovani, lavoriamo invece in modo da coinvolgere maggiormente quelli che già oggi godono dei pieni diritti politici, ricordandosi che coinvolgere i giovani non significa portarli alle urne a 16 anni, ma interpellarli prima di prendere delle decisioni, responsabilizzarli e renderli veramente partecipi delle scelte dei partiti e del paese, pensare che per far questo si sufficiente conceder loro un diritto di voto anticipato è illusorio, l’ennesima foglia di fico con cui si cerca, consciamente o no, di nascondere il vero problema. Alex Farinelli, Presidente GLRT |
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 08 dicembre 2009 21:54 ) |

