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Scritto da Luca Cattaneo   

Discussioni notturne con un liberale

Ogni tanto, il liberale che abita dentro di me non mi lascia di dormire la notte, per impegnarmi in discussioni senza fine.

Ultimamente abbiamo dibattuto sul significato della libertà, o meglio delle libertà, cui pare tutti anelino, ma che in fondo evitano di ottenere. Probabilmente aveva ragione Confucio mettendo in guardia dal formulare desideri "perché potrebbero anche avverarsi".

Dopo questa dotta citazione pensavo di poter riprendere a dormire, ma quello mi dice di un immigrato dai Caraibi, esterrefatto dalla quantità di regole che riusciamo a inventarci.

Si meravigliava, per esempio, che si debba avere una patente per la pesca, che si debba guidare allacciati, che i ragazzi debbano inoltrare domanda di costruzione per fare una capanna, e che i cani devono avere il passaporto.

Gli spiego che sono le necessità delle grandi società (delle tribù numerose): in Svizzera siamo oltre 7 milioni, e per questo ci si deve regolamentare. Adesso dormi però!

Ma quello non desiste, e mi fa notare che a Comano non siamo nemmeno duemila anime! Pardon, persone, visto che il mio liberale è anche mezzo ateo e mezzo agnostico.

Allora la discussione riprende, allargandosi alla misura dei divieti, delle limitazioni, delle costrizioni, delle repressioni e, non da ultimo, delle sanzioni.

Il mio inquilino liberale dice che il parco giochi dietro la chiesa, è tanto pieno di divieti che si farebbe prima a proibirne l'accesso. Controbatto: è per supplire alla mancanza di buon senso o di buona educazione.

Allora mi chiede perché alla zona della raccolta vetro, carta, ecc. di Prospò è vietato accedere con gli scooter, e non so che dirgli. Ipotizzo che forse è perché di sotto non ci sono posteggi per le moto, ma non regge: se così fosse, si dovrebbe vietare l'accesso a mezzo mondo (a quella metà che non ha posteggi per le moto). E poi eventualmente il divieto si metterebbe all'entrata del sotterraneo, non a inizio rampa. Che dire?

Senti amico, spegni la luce e lasciamo queste riflessioni al Municipio.

Ma no: quando si ospita un liberale interno, il discorso su obblighi e divieti è ricorrente e indigesto. E parla delle infrazioni: appena si trova una base legale per farlo, si interviene di peso, senza ragionare se ne sia il caso. Qui però non fa nomi né esempi, sia per non esporsi sia perché - dice lui -  sono già noti.

Dai, troviamo una bella conclusione di compromesso e giriamoci dall'altra parte! Ma no.

Insiste che forse si potrebbe intervenire con il buon senso e non con il regolamento ... o con un regolamento fondato sul buon senso e non sull'esercizio dell'autorità.

Forse si potrebbe usare il richiamo invece della multa, pensa che bello poter creare un comune a misura d'uomo e non di normative ... forse ... ssstt! ... si è addormentato.

Buona notte amico.


Luca Cattaneo

Ultimo aggiornamento ( giovedì 14 gennaio 2010 13:07 )